Stramma
Ampelodesmos mauritanicus (Stramma)
La “ stramma ”, prodotto molto importante per lo sviluppo economico, sebbene povero, del centro abitato di Coreno Ausonio; ha assunto la sua importanza soprattutto nel’ immediato dopoguerra, quando il territorio si stava riprendendo, con grande sofferenza, dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale, che qui ha mietuto tante vittime, anche civili, e ha portato una distruzione quasi capillare del patrimonio abitativo per via della presenza della famigerata linea difensiva tedesca, tristemente nota come “Linea Gustav”.
La stramma assunse una importanza strategica, tanto che veniva raccolta, con grande fatica e percorrendo anche decine di chilometri, per confezionare una serie di funi che, in base alla loro dimensione, si denominavano in modo diverso e servivano per scopi diversi;
troviamo infatti “gliu capistu ”, composto da due lunghe trame di stramma intrecciate tra di loro;
questo serviva essenzialmente per scopi personali e veniva utilizzato anche per le normali attività domestiche, quali per esempio comporre le fascine di legna, le fascine di leguminose per l’alimentazione, le fascine di fieno, grano ecc.
poi veniva " la fone ”, costituita da due capisti intrecciati tra di loro; più resistente perché più spessa, veniva utilizzata sempre per le attività contadine, come quella che prevedeva il trasporto, a mezzo di carrucole, del fieno nelle soffitte delle case; si usava anche per impastoiare il bestiame e per fissarlo nelle stalle.
Infine veniva “gliu fonacciu ”, costituito da tre capisti intrecciati tra di loro a formare una corda resistente e doppia che trovava collocazione nei mercati ittici della vicina costa formiana e gaetana; è proprio attorno agliu fonacciu che si è sviluppata l’economia con questo prodotto povero della terra perché, per allestire i primi allevamenti di mitili nel mare antistante Formia e Gaeta, si utilizzavano proprio queste funi; si racconta che in determinati periodi, si allestissero delle vere e proprie aste, sostenute da imprenditori costieri che, cercavano di accaparrarsi i prodotti migliori perché avevano una durata maggiore.
Si racconta anche che le donne, le uniche incaricate della lavorazione della stramma, si contendessero i migliori cespugli, quelli più lunghi e folti, mettendosi in cammino di buona lena con il buio del primissimo mattino, per arrivare prime nei luoghi dive questi cespugli erano più rigogliosi.